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49% e non un metro di più: le regole per gli stranieri in Thailandia nel 2026

5 settembre 2026

Al land office di Phuket l'impiegato non guarda più solo il passaporto dell'acquirente. Controlla gli azionisti thailandesi della società che intesta la villa: chi sono, da dove arrivano i fondi con cui hanno pagato le quote, se l'azienda ha un fatturato reale. Tre anni fa questa domanda era rara. Nel 2026 è diventata prassi.

La risposta breve per chi sta valutando le opzioni: la legge thailandese non si è ammorbidita. Uno straniero non può possedere terreno a titolo ordinario, e un appartamento in condominio può essere intestato in piena proprietà solo entro il 49% della superficie totale di tutte le unità dell'edificio. Ciò che è cambiato è l'amministrazione e il controllo.

Il colpo più duro ha riguardato gli schemi con azionisti thailandesi 'di comodo'. Il Department of Lands e il Department of Business Development (DBD) hanno aggiornato le procedure, rafforzato lo scambio dati e imparato a individuare strutture di proprietà sospette prima ancora della compravendita.

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Fatti chiave

  • La quota del 49% per la proprietà straniera in condominio si calcola non sul numero di unità ma sulla superficie complessiva delle unità residenziali dell'edificio. La juristic person (società di gestione) deve rilasciare una lettera che conferma la quota residua: senza questo documento la registrazione non viene effettuata.

  • I fondi per l'acquisto in freehold devono arrivare dall'estero in valuta straniera. La banca emette il modulo FET (Foreign Exchange Transaction) per bonifici da 50.000 USD in su; per importi minori basta una conferma bancaria. Il land office richiede questo documento in fase di registrazione.

  • La Section 96 bis del Codice Fondiario consente formalmente a uno straniero di possedere un terreno fino a 1 rai (1.600 mq) per uso abitativo, a fronte di un investimento di 40 milioni di baht in asset approvati per almeno tre anni e con l'approvazione del Ministero dell'Interno. In due decenni pochissimi hanno utilizzato questa opzione: l'esito pratico è quasi nullo.

  • L'affitto di terreno e casa si registra al land office per un periodo fino a 30 anni. Le promesse di rinnovo 30+30 anni nel contratto hanno un valore legale più debole della registrazione stessa: il tribunale non è tenuto a obbligare gli eredi del locatore al rinnovo.

  • L'uso di azionisti thailandesi fittizi ricade sotto il Foreign Business Act: fino a 3 anni di reclusione e multa tra 100.000 e 1.000.000 di baht, più sanzioni giornaliere per la persistenza della violazione. La pena si applica anche ai prestanome thailandesi.

  • Costi di registrazione dell'operazione: tassa di trasferimento del 2% sul valore catastale, business tax speciale del 3,3% in caso di vendita prima dei cinque anni di possesso, imposta di bollo dello 0,5% negli altri casi, più la ritenuta d'acconto.

  • Il pacchetto di riforme discusso nel 2024 (affitto fino a 99 anni e quota condominiale al 75%) non è mai diventato legge ed è stato accantonato dopo la reazione dell'opinione pubblica.

Storia e contesto

Il modello thailandese di restrizioni non è nato ieri. Il Codice Fondiario del 1954 ha sancito un principio che non si è mai spostato: la terra è thailandese. I condomini sono stati il compromesso del 1979, quando il paese aveva bisogno di valuta estera, e la quota del 49% è nata come tetto politicamente accettabile. Da allora si è tentato di alzarla almeno tre volte, e ogni volta la discussione si è arenata sullo stesso punto: la vendita di terreno agli stranieri resta un tema tossico per l'elettore thailandese.

Da qui la resistenza dello schema alternativo. Una società thailandese con il 51% in mano ad azionisti locali, che acquista una villa, è stata considerata per decenni una soluzione funzionante. Gli avvocati a Phuket e a Koh Samui costituivano società in una settimana: tre azionisti thailandesi, azioni privilegiate per lo straniero, procure per il voto. Formalmente tutto pulito, nella sostanza il proprietario restava lo straniero.

A rompere questa prassi non è stato un nuovo articolo di legge, ma i dati. Il DBD e il Department of Lands hanno iniziato a incrociare le registrazioni societarie con segnali reali di attività: se l'azienda presentava bilanci, se aveva dipendenti, da dove provenivano i fondi con cui gli azionisti thailandesi avevano pagato le quote. Una società senza fatturato, registrata all'indirizzo di uno studio legale, con tre azionisti che figurano in altre duecento società simili, salta all'occhio sullo schermo.

È significativo che la legge, nel frattempo, non sia cambiata. Il divieto sui prestanome è sempre esistito: semplicemente non veniva quasi mai applicato.

Il secondo capitolo è la Section 96 bis, esempio classico di norma bella sulla carta che non funziona nella pratica. Formalmente: investi 40 milioni di baht in titoli di stato, fondi o progetti approvati, mantieni l'investimento per tre anni, ottieni l'autorizzazione del Ministero dell'Interno e possiedi un rai di terreno per la tua casa. Nella pratica la procedura è talmente stretta e discrezionale che il mercato non la utilizza. Se un consulente vi propone questa strada come principale, o non ci ha mai lavorato davvero, oppure vi sta vendendo un processo, non un risultato.

Ciò che vale davvero la pena verificare prima di versare un deposito è la quota residua nell'edificio specifico. Qui si nasconde una brutta sorpresa: in un progetto venduto attivamente agli stranieri, la quota estera libera può esaurirsi già in fase di costruzione, e all'acquirente viene proposto di 'intestare per ora in leasehold, poi trasferiamo in freehold'. Il trasferimento è possibile solo se la quota si libera, cioè se un proprietario straniero rivende a un thailandese. Non è un piano, è una speranza.

Ottenere la lettera della società di gestione sullo stato della quota si può fare a distanza, ma un sopralluogo dell'edificio e un colloquio con l'amministratore valgono un viaggio. Chi pianifica un tour di visite su più immobili farebbe bene a organizzare il soggiorno in bassa stagione, scegliendo un alloggio vicino alla zona dove intende realmente acquistare, non nel centro turistico.

C'è anche un rovescio della medaglia dell'inasprimento normativo, di cui si parla meno spesso. Un freehold puro in condominio, con quota confermata e modulo FET in regola, è diventato un asset nettamente più liquido di una villa intestata a una società. Il secondo tipo di immobile, in fase di rivendita, richiede al prossimo acquirente di accettare la stessa struttura legale, e nel 2026 sono sempre di meno quelli disposti a farlo. A titolo di confronto internazionale, a Phuket la disponibilità di freehold condominiale entro la quota del 49% viene ormai considerata dagli operatori del settore un criterio di selezione preliminare tanto quanto la posizione dell'immobile, non un dettaglio burocratico secondario.

Per un investitore privato senza un'attività operativa in Thailandia, le uniche due strutture da prendere seriamente in considerazione restano due: il freehold in condominio entro la quota, e l'affitto trentennale correttamente registrato con uno sviluppatore dalla storia verificabile. Costituire una società per intestare una villa ha senso solo quando in Thailandia esiste già un'attività reale, con fatturato, dipendenti e bilanci, e l'immobile serve quell'attività. Se l'orizzonte di investimento è di tre o quattro anni e la cifra non supera i 6-7 milioni di baht, la questione della terra semplicemente non si pone.

FAQ

Uno straniero può comprare un terreno in Thailandia nel 2026?

A titolo ordinario no. L'unica possibilità legale, ristretta, è la Section 96 bis del Codice Fondiario: fino a 1 rai per uso abitativo, con un investimento di 40 milioni di baht per tre anni e approvazione del Ministero dell'Interno. Nella pratica questa norma viene usata pochissimo.

Cos'è la quota del 49% e come si verifica il residuo?

È la quota massima della superficie totale delle unità residenziali di un condominio che può appartenere a stranieri in freehold. Il residuo viene confermato per iscritto dalla società di gestione dell'edificio; senza questo documento il land office non registra la compravendita. Richiedete il documento prima del deposito, non dopo.

È rischioso comprare una villa tramite una società thailandese?

Se gli azionisti thailandesi sono prestanome, si tratta di una violazione del Foreign Business Act: fino a 3 anni di reclusione e multa da 100.000 a 1.000.000 di baht, oltre al rischio di vendita forzata dell'asset. Nel 2026 il Department of Lands e il DBD incrociano attivamente questi dati con i bilanci societari.

È obbligatorio trasferire i fondi dall'estero?

Per il freehold in condominio sì. I fondi devono arrivare in valuta straniera, e la banca rilascia il modulo FET per importi da 50.000 USD in su. Il pagamento in contanti in Thailandia o tramite un conto locale non garantisce la registrazione.

Quanto è affidabile un affitto trentennale con opzione di rinnovo?

Ha valore legale certo solo il periodo registrato di 30 anni. L'opzione di rinnovo è un impegno contrattuale difficile da far valere forzatamente, soprattutto se il terreno cambia proprietario o il locatore viene a mancare. Valutate il leasehold sui primi 30 anni, il resto consideratelo un eventuale bonus.

La quota salirà al 75% e l'affitto a 99 anni?

Questo pacchetto è stato discusso nel 2024, ma non è mai diventato legge ed è stato accantonato. Non basate un calcolo di investimento sulla sua approvazione: il tema è politicamente sensibile e dal 1979 il tetto del 49% non si è mai spostato.

Quali tasse e costi si pagano in fase di compravendita?

Tassa di trasferimento del 2% sul valore catastale del land department, business tax speciale del 3,3% in caso di vendita nei primi cinque anni di possesso oppure imposta di bollo dello 0,5%, più la ritenuta d'acconto. La ripartizione tra venditore e acquirente è oggetto di negoziazione, più spesso 50/50.

Dove si consultano le regole ufficiali?

Il Department of Lands pubblica linee guida per gli stranieri, regole di registrazione dei condomini e chiarimenti sulle misure anti-prestanome. Le leggi approvate escono sulla Royal Gazette, le questioni su società e azionisti sono gestite dal DBD, i regimi speciali per investitori dal BOI.

Un passo pratico prima di qualsiasi deposito: richiedete subito tre documenti, la lettera della società di gestione sulla quota estera residua, l'estratto del titolo fondiario (chanote) dell'immobile e la conferma di come il venditore ha ottenuto la proprietà. Se il venditore o l'intermediario tarda più di una settimana a fornirne anche solo uno, quella è già una risposta.

Source: aiproperty-phuket.com

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